Emilio Lussu
Emilio Lussu: l’uomo che sfidò la gerarchia e salvò un soldato
Emilio Lussu: un nome da libri di scuola, un volto in bianco e nero, un eroe pacato e lontano. Ma Lussu non è oggi solo una fotografia: è un corpo vivo, un pensiero combattente. Un uomo che non ha guardato passare la Storia, ma l’ha invece presa per il bavero.
Il soldato che sopravvisse alla corte marziale grazie all’intervento di Lussu ce lo ricorda in modo quasi fisico: ci sono uomini che sanno essere giusti anche quando il mondo è ingiusto. E Lussu, in quel momento, sceglie la cosa più difficile: fermarsi, capire e salvare un uomo che altri avevano già deciso di cancellare.
Non è un dettaglio. È il cuore della sua vita.
Questa storia non è solo una testimonianza storica: è un ponte tra ieri e oggi. Un ponte tra la Sardegna mandata a morire in trincea, tra le carte dei tribunali militari e la violenza assurda della guerra, e ciò che Lussu farà dopo: diventare la voce più lucida e spietata contro l’autoritarismo, contro la retorica bellica, contro l’obbedienza che sostituisce il pensiero.
Chi guarda e ascolta quel video vede due uomini, non due simboli:
– uno che tenta di restare vivo,
– uno che tenta di restare umano.
E questo incrocio, questa scintilla, continua ad arrivare fino a noi.
Per questo oggi esiste un concorso letterario dedicato a Emilio Lussu, nato per onorare proprio quella parte di lui che non smette di parlarci: la sua scrittura limpida, coraggiosa, ironica, tagliente.
Non un santino, ma un intellettuale che ha attraversato guerra, esilio, carcere, politica e ha restituito tutto con parole che ancora oggi suonano contemporanee. Un concorso che invita gli autori a misurarsi con lo stesso terreno: la complessità dell’uomo, la responsabilità del raccontare, la memoria che non deve addormentarsi.
Scribus nasce per questo: per far vibrare le storie che arrivano alla nostra redazione.
E ora tocca alla storia di Lussu, incrociata con quella del soldato Antonio Pinna, incrociata con quella degli autori che ogni anno partecipano al Premio: una storia che non si chiude mai.
Perché in fondo il messaggio resta uno:
non basta sopravvivere alla guerra, bisogna sopravvivere alla disumanità.
E per farlo, a volte, basta un uomo che dice “no”. Come fece Emilio Lussu.
Come continua a insegnare il suo esempio.
Il video rappresenta la storia reale che salvò la vita a Antonio Pinna
Festival letterario – Premio Emilio Lussu
Il momento centrale del festival arriverà nel pomeriggio: alle 17.30 l’attesa cerimonia di premiazione, cuore pulsante del festival. La giuria internazionale, presieduta da Guido Conti e composta da Raniero Speelman, Miruna Bulumete, Bruno Quaranta e Manuela Ennas, conferirà i riconoscimenti ufficiali delle sezioni Narrativa e Saggistica edita.
Il Premio Emilio Lussu Narrativa 2025 andrà a Qualcuno di noi di Pietro Grossi (Mondadori), romanzo che indaga le fragilità e i legami invisibili che uniscono gli esseri umani, con la consueta prosa limpida e profonda dell’autore fiorentino.
Per la Saggistica edita, il primo premio sarà assegnato a La mummia di Lenin di Ezio Mauro (Feltrinelli), un viaggio storico e simbolico nel cuore dell’Europa del Novecento, tra ideologie, utopie e rovine della modernità.
Una menzione speciale sarà attribuita a Istella mea di Ciriaco Offeddu (Giunti), per la capacità di intrecciare memoria e introspezione, radici e sguardo universale.
Alla presenza degli autori, le opere premiate saranno presentate e commentate dalla giuria in un confronto che si preannuncia intenso e partecipato.
Seguiranno le altre sezioni di premiazione, che esprimono l’anima pluralista del festival:
il Premio Lussu agli studenti, destinato al miglior elaborato “Emilio Lussu: storia, territorio e museo”, realizzato dagli studenti del Liceo Classico “Siotto” di Cagliari, testimonia l’impegno del festival nel coinvolgere le nuove generazioni e nel trasmettere l’eredità morale e culturale del pensatore sardo.
Il Premio Lussu al Fumetto sarà assegnato al disegnatore Rubén Pellejero, per il contributo straordinario alla diffusione del linguaggio del fumetto e per la capacità di tradurre in immagini l’immaginario letterario contemporaneo, unendo eleganza, sensibilità e spirito narrativo.
Il Premio Emilio Lussu alla Carriera sarà infine conferito all’antropologo Bachisio Bandinu, figura di riferimento nel panorama culturale sardo e nazionale. Con la sua opera, Bandinu ha raccontato l’identità, la lingua e le trasformazioni della Sardegna, rendendo visibile il legame tra tradizione e modernità, tra comunità e individuo.
Una celebrazione della scrittura in tutte le sue forme: dal laboratorio alla riflessione critica, dal racconto alla ricerca antropologica, fino al segno grafico e all’immaginario visivo. Un omaggio collettivo alla parola come atto di resistenza e di conoscenza, nel segno di Emilio Lussu e della sua lezione più viva: quella di un pensiero libero, umano e profondamente civile.


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