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Intervista a Franco Forte

Emergere nel mare magnum della narrativa è ancora oggi, per molti, un grande sogno difficile da realizzare. In quest’intervista lo scrittore Franco Forte, una delle più autorevoli voci in campo editoriale chiarisce alcuni dubbi in cui possono incorrere autori esordienti ed emergenti.

Scrittore, editore, giornalista, sceneggiatore e editor. La cultura la avvolge a 360 gradi. Qual è il ruolo che la caratterizza di più?

 

Quello che mi “caratterizza” non saprei, ma di sicuro quello che più mi gratifica è quello di scrittore. Scrivere romanzi è la cosa più bela che esista, e il fascino della parola scritta dura nel tempo, anche molto dopo che il processo creativo si è esaurito. Ogni tanto riprendo in mano miei romanzi pubblicati anni prima e d’improvviso mi ritrovo catapultato in quei momenti, a rivivere le emozioni della stesura, della revisione, della consegna all’editore, dell’uscita in libreria. Nessuna altra attività (editoriale, giornalistica o per TV e cinema) è paragonabile.

 

Nel Vasto panorama editoriale dove fioriscono nuovi autori ogni giorno qual è il modo migliore per un autore emergente di farsi notare dalle Medie e grandi case editrici?

 

Intanto bisognerebbe capire cosa si intende per “emergente”. Secondo me questo termine ha senso solo se lo si abbina a qualcuno che ha già pubblicato e sta avendo dei risultati: a quel punto sta “emergendo” rispetto alla massa enorme di autori che pubblicano (con editori più o meno seri o in self) e che nessuno nota. Detto questo, se per emergenti intendevi autori che aspirano a pubblicare… be’, secondo me c’è un solo modo per farsi notare dagli editori o dagli agenti letterari: avere un’idea davvero forte e vincente che sappia distinguerli e caratterizzarli rispetto a tutti gli altri. Altrimenti si rischia di essere uno fra milioni…

 

In quale modo agisce lo scouting letterario nella scoperta di nuovi autori?

 

Nel modo in cui ho detto sopra: cercando voci nuove che abbiano qualcosa di originale, diverso, particolare da dire, e magari sappiano farlo con una cifra stilistica propria, non omogeneizzata rispetto alla massa anonima di “emergenti” che sgomita per farsi notare.

 

Nella filiera promozionale di un romanzo di un autore emergente cosa non dovrebbe mai mancare affinché abbia il meritato risalto?

 

Oggi, di sicuro, la capacità di sapersi destreggiare sui social, di proporsi al pubblico in maniera originale e interessante anche attraverso questi strumenti di comunicazione che se usati dagli editori non producono nulla, ma che in mano ad autori capaci, che sanno come sfruttarli a loro uso e consumo possono innescare quel benedetto passaparola che servirà a farli… emergere!

 

In questi anni si è avuto il fiorire di numerose scuole di scrittura creativa. Che ruolo hanno, se ce l’hanno, nella scoperta di nuovi autori?

 

Nella scoperta secondo me nessuno. Le scuole di scrittura non scoprono talenti, semmai cercano di formarli, di dare agli autori gli strumenti per provare a sganciarsi dalla mediocrità che affligge la stragrande maggioranza di chi scrive (e che di solito nemmeno si rende conto del poco valore di ciò che produce). Se poi un corso è tenuto da qualcuno che ne capisce di editoria, oltre che di scrittura, qualcuno che ha voce in capitolo nel mondo editoriale, allora potrebbe notare qualche talento, se lo incontrasse, e questo di sicuro potrebbe servire all’autore per ottenere il “gancio” giusto per emergere. Ma come sempre dipende da chi li tiene, questi benedetti corsi di scrittura creativa, che purtroppo nella stragrande maggioranza dei casi sono messi in piedi da gente improvvisata che sa ben poco di scrittura e editoria, e cerca solo il modo per guadagnare qualche soldo. Peccati che in tanti ci caschino. Eppure, basterebbe poco per informarsi e rispondere alla fatidica domanda: ma chi tiene questo corso chi è? Che esperienza ha? Cosa ha pubblicato, di suo o di altri autori? A quel punto il 90% dei corsi che vengono pubblicizzati sui social mostrerebbe subito la sua inconsistenza…

 

Agenzia letterarie. Quanto sono importanti per gli scrittori esordienti?

 

Oggi sono fondamentali, perché gli editori apprezzano quando un’agenzia letteraria propone un autore, visto che ci hanno pensato loro a fare scouting, a lavorare sui testi e a fornire agli editor prodotti in linea con le loro collane. Il problema è che ormai le agenzie sono prese d’assedio a loro volta da migliaia di aspiranti autori, e dunque riuscire a “emergere” per rendersi visibili con loro non è facile come lo era un tempo.

 

E infine, a gennaio uscirà il suo nuovo romanzo. Dopo le ultime opere dedicate a grandi uomini della storia, che hanno riscritto i confini d’Italia e d’Europa, chi sarà il prossimo protagonista? Si tratta di sempre di un personaggio storico, oppure si cambia completamente registro?

 

Il romanzo uscirà il 20 gennaio, e porterà il lettore, ancora una volta, nell’antica Roma, in epoca imperiale, alla scoperta di un personaggio a dir poco straordinario: Marco Aurelio, l’imperatore filosofo. Il libro si intitolerà “Vero”, giocando sul cognome originario di Marco Aurelio, che era Marco Vero, e sul fatto che fosse così fissato dalla verità e dall’esigenza di non mentire mai, da avere pagato un pesante scotto per questa sua onestà concettuale.

 

 

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